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Molti miei amici mi definiscono, con un termine anglosassone, gear freak ... cioè un amante, con un accezione negativa, quasi psicopatico, dell'attrezzatura da montagna. La cosa, dico la verità, non mi dispiace. Ecco il motivo di questo blog. Condividere con il mondo questa mia piccola passione!


Quando si parla di neve, oltre che alle visioni di Whistler mountain, Jackson Hole o più semplicemente del Bianco, viene in mente il ericolo bianco: le valanghe.
Prescindendo dalle spiegazioni del fenomeno fisico che genera il distacco di una valanga, sui metodi di ricerca su valanga e, soprattutto, sulla prevenzione, a cui rimando alle ottime spiegazioni del sito dell'AINEVA, facciamo un attimo di chiarezza sui dispositivi tecnici di autosoccorso e sicurezza individuale.

ARVA PALA & SONDA
L'apparecchio di ricerca in valanga, comunemente noto come ARVA, è uno strumento elettronico utilizzato per la ricerca delle persone travolte in valanga. Lo strumento è sostanzialmente una ricetrasmittente che funziona sulla frequenza dei 457 khz. L'apparecchiatura viene indossata dagli ecursionisti in modalità di trasmissione permettendo ai sopravvissuti di commutare l'apparecchio in ricezione al fine di localizzare il trasmettitore dei travolti.
Questi dispositivi si distinguono in Analogici, Digitali e Analogici-Digitali.
La portata varia dai 80 metri dichiarati di quelli analogici ai circa 40-60 metri di quelli digitali. La semplicità d'uso di questi ultimi, punto da non tralasciare in alcun modo visto che il loro utilizzo sarà vitale in situazioni di alto stress, suggerisce la scelta agli utilizzatori non professionisti. Va sottolineato che il possesso di un ARVA non garantisce nulla se non si è in grado di utilizzarlo!



Il possesso dell'ARVA, inoltre, non aiuta in alcun modo se non si è in possesso di Pala e Sonda indispensabili per la ricerca fine e il disseppellimento del travolto.
Alcuni numeri, per rendere concreta la necessità di avere tali dispositivi minimi in caso di uscite sulla neve al di fuori delle piste battute: nei primi 15 minuti dal seppelimento oltre l'80% dei seppelliti non verrà più recuperato in vita.



Link ai produttori di ARVA nel mercato:






RECCO


Si tratta di una piastrina - integrata nella giacca, nel casco, nei guanti, etc - che riflette un segnale radio emesso da un trasmettitore. Tale dispositivo non è considerabile quale dispositivo di ricerca valanga in autosoccorso, per il semplice fatto che il trasmettitore RECCO, indispensabile per rintracciare la piastrina, è in dotazione in principal luogo alle scuadre di soccorso, che normalmente intervengono con tempi ben più lunghi ai fatidici 15 minuti limite.
Nell'ambito degli addetti ai lavori il suo utilizzo in ambiente wildreness (ski-alp, freeride) viene definito "utile a trovare le salme" appunto per la ragione vista sopra, non possono interagire con i sistemi ARVA.
Il sistema RECCO, oltremodo, risulta sicuramente interessante in caso di sciata in pista, dove le squadre di soccorso sono presenti immediatamente in caso di valanga.
http://www.recco.com


Nel prossimo post toccheremo altri 2 sistemi di sicurezza individuale: Avalung e ABS.

Parlando di free ski, specialmente in ambito freeride e powder, si sente sempre più spesso parlare di camber inverso o rocker oppure di reverse side cut.
Queste parole indicano una particolare conformazione dello sci che lo rendo maggiormente adatto al galleggiamento in neve fresca semplificandone la sciata.

Il termine camber indica la classica forma acquata delle tavole: se posizionate gli sci piani sul pavimento, osserverete che formano un ponte, cioè toccheranno in punta e coda sul pavimento, mentre la zona centrale, dove normalmente vengono posizionati gli attacchi, risulterà distanziata dal suolo.
Con uno sci a camber neutro (Volkl Sanouk 06/07), invece, sarà completamente piatto con il pavimento, ed all'opposto, un camber inverso (K2 Coomba per citarne uno) , avrà spatola e coda rialzati. Ad onor di cornaca, l'inventore del camber inverso è stata la Volant con il modello Spatula.
In teoria, il camaber inverso indicherebbe uno sci perfettamente arcuato al contratio, dove solo la zona del attacco tocca per terra, ma tale tipo di costruzione si è rilevata controproducente, per tale ragione, nella sostanza tutti gli sci a camber inverso in circolazione, sono tendenzialmente piatti (camber neutro) con la spatola rialzata.
Nella foto a sinistra, Seth Morrison, ritratto con i suoi K2, se guardate le punte, si nota che si allargano all'esterno: quello è il camber inverso.

Per reverse side cut si intende, invece, una sciancratura inversa allo standard. Mentre uno sci classico ha una sciancratura paragonabile all'esterno di un cerchio, con spatola e coda di larghezza superiore al centro, sci quali i DPS Lotus (foto a lato) hanno una struttura inversa.
In relaziona alla sciancratura inversa, si deve ricordare anche sci quali i K2 Pontoon, per i quali non è prettamente corretto parlare di raggio di curva, poichè hanno una spatola molto larga e lo sci va assottigliandosi fino in coda, il tutto condito da rocker (chiamato anche camber inverso).

Early taper, un altra parola magica inventata assieme ai Prophet LINE Ski. Si riferisce all'accorgimento di costruire la spatola in modo tale che la parte più larga della stessa non sia in coincidenza con la curvatura verso l'alto, ma alcuni centimetri prima. Questo permette che anche in neve difficile, la lamina non tenda a carvare da sola al piegamento accidentale con la neve (il classico effetto spigolata), e che quindi lo sci sia più docile.

Questi nuovi shape sono ormai un comune denominatore per molti costruttori di sci. L'obbiettivo è rendere la sciata in neve fresca più divertente, permettendo un maggiore galleggiamento rimanendo molto centrali sullo sci.

Vista la stagione invernale, ecco a voi una buona lista, abbastanza completa, dei produttori di sci presenti sul mercato.